Analizzando le metodologie adottate da tutti gli addestratori fino a qualche
anno fa e, purtroppo, da alcuni di loro ancora oggi, scopriremo che gli
strumenti utilizzati per insegnare qualcosa al cane erano collare a strozzo,
guinzaglio e forza delle braccia. Nel momento in cui l'animale non eseguiva
il nostro comando, veniva strattonato (a volte anche duramente).
Così si preparavano dei cani che eseguivano le richieste dell'uomo
consapevoli che altrimenti sarebbero stati puniti. In questo modo, al cane,
veniva sicuramente meno la voglia di essere disponibile e, potendo,
rifiutava la propria collaborazione.
Negli ultimi anni, grazie ad una notevole crescita delle conoscenze, si è
cominciato ad analizzare in maniera più profonda l'argomento e si è capito
che si sarebbero potuti ottenere risultati decisamente superiori utilizzando
altre metodologie didattiche, basate sulla conoscenza dei meccanismi mentali
del cane.
I vecchi sistemi prevedevano che l'uomo ignorasse i comportamenti graditi e
punisse gli "errori"; ora, invece, si tende a premiare i primi ed a ignorare
i secondi.
Cosa cambia?
Sostanzialmente cambia la motivazione per la quale il nostro amico ci da
retta ed egli, cosa tutt'altro che secondaria, è felice di esaudire le
nostre richieste.
Noi cinofili da soccorso, in particolare, per ottenere la massima efficacia
operativa non possiamo prescindere dall'avere come ausiliario un cane
fortemente motivato e felice di lavorare con noi, ragion per cui, nella
nostra scuola, adottiamo tutte le tecniche a nostra conoscenza volte ad
ottenere un rapporto aperto, fiducioso, gioioso e collaborativo.
A tal proposito invitiamo tutte le nostre unità cinofile a praticare altre
discipline impostate espressamente per abituare i due ad operare in coppia
in attività ludiche in modo da fissare ben impresso nella mente dei nostri
amici a quattro zampe che:
"fare qualcosa con il proprio conduttore è bello".
In particolare abbiamo organizzato il nostro campo di addestramento per
poter praticare agility dog ed obedience, attività che, se gestite senza
esasperazione agonistica, sono di grande aiuto nel rinforzare il rapporto
tra cane e conduttore.