Scuola Canavesana Cani da Soccorso


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Giorgio Bus

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Considerazioni del conduttore a seguito di un intervento di soccorso
di Giorgio Bus


Come sanno tutti quelli che mi conoscono, da parecchi anni faccio il bagnino su di una spiaggia di Pietra Ligure. Per non abbandonare la mia cagnotta tutto il giorno da sola ho deciso di farle prendere il brevetto di salvataggio in modo da poterla tenere in spiaggia con me.
La mia convinzione era comunque che, in caso di “salvataggio reale” (ogni anno ne capitano un paio) per evitare rischi dovuti ad errori del cane che avrebbero potuto trasformarsi in problemi seri per non dire in tragedia (in mare un errore del bagnino può avere conseguenze letali) Tea sarebbe stata legata al trespolo del bagnino e l’intervento l’avrei fatto da solo come da 20 anni a questa parte.
Nella giornata in questione Tea era slegata e come quasi tutti i giorni verso le 11: stava giocando con alcuni bambini “salvandoli” vicino al bagnasciuga.
Un signore di una certa età che sguazzava con il suo salvagente a circa 50 o 60 metri dalla spiaggia, all’improvviso, per un’onda causata da un motoscafo, si è ribaltato perdendo il salvagente e, a causa di problemi personali, non riusciva a raddrizzarsi continuando ad annaspare. Scorta la situazione con la coda dell’occhio non avevo altra scelta che precipitarmi in acqua e nuotando velocemente verso il pericolante.
Non c’era il tempo per legare il cane al trespolo. Mentre nuotavo pensavo con terrore “adesso arrivo a prendere questo, Tea sentendo la mia agitazione mi salta addosso e andiamo tutti nei guai…; se va male ci lasciamo anche la pelle”. Appena raggiunta la persona, l’afferro con un braccio mentre con l’altro mi aggrappo al suo salvagente, nel frattempo arriva anche Tea. Le urlo “GIRA LARGO” e lei, come da manuale, (anche se non me lo aspettavo) ha cominciato a girare davanti a me restando sempre nel mio campo visivo; nell’arco di alcuni minuti riesco a risistemare il salvagente alla persona in difficoltà che, a questo punto, riconquista la calma. Chiedo, quindi, al cane di avvicinarsi offrendo la possibilità al pericolante di aggrapparsi alla maniglia posta sull’imbragatura del cane e di essere trainato a terra. (io nel frattempo potevo riprendere fiato… non si sa mai!). Un particolare di questa avventura mi è stato fatto notare solo dopo: Tea che, come tutti quelli che la conoscono sanno, è un cane entusiasta che abbaia parecchio per dimostrare la sua partecipazione, in tutta questa azione, forse percependo la mia grande tensione, non ha dato un solo abbaio… mah.
In sintesi il cane ha semplicemente fatto quello che gli era stato insegnato ma…
Beh, mi ha stupito!
Giorgio

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