La floriterapia di BACH

Di Bruna Laffeni

Introduzione

Questa serie di articoli, che verranno pubblicati a cadenza mensile, si pone come obiettivo la diffusione della conoscenza generale dei fiori di Bach e nello specifico il loro utilizzo in ambito veterinario. In questo primo articolo, di natura introduttiva, si cerca di spiegare, che cosa sia la floriterapia di Bach e alla luce di recenti ed importanti scoperte scientiifiche, quale sia il sistema di funzionamento dei fiori di Bach.

Definizione

La floriterapia di Bach è una forma terapeutica, destinata all'uomo, scoperta negli anni trenta del XX secolo dal medico inglese Edward Bach.
I fiori di Bach derivano da piante selvatiche che comunemente non sono conosciute come piante medicinali. Contrariamente alla concezione tradizionale esse infatti non contengono alcun principio attivo in grado di contrastare le diverse patologie. Non vengono quindi prescritte da sole contro determinati disturbi, ma piuttosto, in caso di profondi stati d'animo negativi e per ovviare a quegli aspetti del carattere che hanno scatenato la malattia.
Questi rimedi hanno l'effetto di amplificare le nostre vibrazioni e di aprire i canali di comunicazione del nostro Io Superore; essi hanno inoltre la forza di inondare la nostra personalità con le virtù di cui abbiamo bisogno, purificando in questo modo quei difetti del nostro carattere che sono la causa delle nostre malattie (York 1995).

Classificazione della floriterapia di Bach dal punto di vista terapeutico

Poiché le essenze floreali di Bach non si configurano come rimedi nel senso classico del termine, si pone la questione di come classificarle tra le diverse forma terapeutiche impiegate nella medicina umana ed in quella veterinaria.

La tabella che segue ha lo scopo di fornire una visione complessiva, e cerca inoltre di stabilire, quale potrebbe essere il settore di appartenenza della floriterapia di Bach. La tabella illustra dapprima i metodi più invasivi, procedendo via via verso quelli più dolci.

A

Chirurgia, radioterapia

B

Metodi invasivi: agopuntura, moxa, terapia neurologica, ozono-terapia.

C

Terapie con sostanze: sostanze inorganiche (e.i. minerali), sostanze organiche (e.i. fitoterapia, terapia cellulare), farmaci allopatici.

D

Terapie energetiche: calore (infrarossi), vibrazioni meccaniche ( massaggi), suono, corrente galvanica, one elettromagnetiche, raggi UV.

E

Terapie d'informazione: omeopatia con potenze elevate, floriterapia di Bach, terapia di Edelstein, terapia d'informazione del sistema.

Tabella 1: Forme Terapeutiche (Ludwig, 1994)

Nella terapia d'informazione, all'interno della quale viene classificata la floriterapia di Bach, l'efficacia dipende dall'esatta risonanza tra l'informazione e l'organismo.

Come funzionano i fiori di Bach

UL'informazione bioenergetica contenuta nei concentrati dei fiori di Bach può essere resa visibile mediante la fotografia ad alta frequenza. La variante più nota è senz'altro il cosiddetto metodo Kirlian, messo a punto nel 1939 dal ricercatore russo S.D. Kirlian, ma non riconosciuto negli ambienti convenzionali.

Per individuare la modalità d'azione dei fiori di Bach attualmente sono a disposizione anche alcuni elementi mutuati dalla fisica dei quanti, dalla cibernetica e dalla medicina olistica (Zycha, 1996; Heine, 1997; Koehler, 1997).

Per una migliore comprensione della loro modalità di azione è opportuno chiarire, sinteticamente, il concetto di energia e quello di materia. Nel 1984 Carlo Rubbia ebbe il premio Nobel per gli esperimenti condotti sui quanti che interagiscono con la materia e ne influenzano la struttura stessa. Rubbia scoprì che la materia ubbidisce a forze energetiche d'interazione fondamentali; esiste cioè una costante naturale secondo la quale il rapporto tra il numero di particelle collegate alla materia e il numero di particelle collegate all'energia che la governano è pari a 1:9,746 x 108 (Muheim, 1981) Ciò significa semplicemente che la materia, ossia ciò che noi vediamo, è decisamente meno importante delle energie, ossia ciò che noi non vediamo, che la producono.
 
E' fondamentale osservare che la materia è in realtà energia compressa ed in ogni caso espressione di una determinata struttura energetica. Trasferendo questa osservazione ai fiori di Bach si può affermare che in essi si trovano immagazzinate forze energetiche di interazione. Ma come agiscono queste forze energetiche di interazione? Per chiarirlo è necessario ricorrere nuovamente alla fisica ed in particolare a quella branca della fisica che si occupa di vibrazioni.
 
Provocando interferenze fra onde di frequenza diversa si verificano fenomeni di intensificazione e indebolimento delle frequenze stesse. Ogni organismo ha un suo campo di risonanza, ossia una struttura vibrazionale propria, all'interno della quale s'incontrano le frequenze. Nell'organismo possono verificarsi distorsioni dei fenomeni di risonanza o alterazioni causate da diversi fattori scatenanti (paura, solitudine, ansia, insoddisfazione e molti altri ancora). Attraverso le essenze dei fiori di Bach vengono introdotte nell'organismo quelle strutture energetiche che gli consentono di ri-entrare in risonanza e quindi di ripristinare una struttura molecolare armonica.

Si tratta di una spiegazione molto semplificata, forse anche un po' noiosa, ma indispensabile per liberare il campo da equivoci di varia natura che possano nascere sui fiori di Bach. Ciò che noi vediamo con i nostri occhi e tocchiamo con le nostre mani può essere un limite molto forte, come ci spiega scientificamente la fisica Quantistica, se non ci soffermiamo su ciò che sentiamo poiché proprio quella è la parte, per così dire, più "tangibile" della nostra energia personale.

Nel prossimo articolo approfondiremo la conoscenza di Edward Bach e del suo approccio concettuale alla malattia.